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KURUMUNY EDIZIONI - DETTAGLIO RASSEGNA STAMPA:

Ansa Ufficio Cultura, 27-01-2007
Libri: il cuore del cinema batte nel Salento

Al metaforico capezzale di un cinema italiano in grave sindrome autoriflessiva, impigrito, imborghesito, in perenne crisi di autostima, si è avvicinata la critica teatrale e storica femminista (fu fondatrice del teatro della Maddalena) Rita Picchi con il libro 'Il cinema salvato dal sud' (Kurumuny editore, 111 pagine, euro 10). A presentare il volume presso la libreria dell'Auditorium di Roma altri autorevoli diagnosti come il critico Mario Sesti, l'antropologo Luigi Lombardi Sapriani, e il semiologo Alessandro Cappabianca. A moderare il dialogo, spesso lieve e digressivo come le pagine del testo, la presidente del sindacato dei giornalisti Laura Delli Colli. Se Lombardi Sapriani ammonisce dall'esaltazione di un meridionalismo folclorico esaltato da un cinema post-pasoliniano ma esalta l'importanza documentaria delle immagini, l'autrice chiama in causa la vitalità assoluta del sud che è tale ovunque nel mondo ma che nella cultura salentina, tra tarante e tamurriate, conserva una propria genuinità terragna e politicamente scorretta. Nei 10 capitoli che compongono la riflessione quasi recitata sotto voce di una scrittrice che parla ai suoi lettori, Rita Picchi passa in rassegna vizi e difetti di un cinema italiano di oggi che sa essere se stesso sempre più di rado e che trova accenti di verità solo quando parla di sé o quando ritorna alle proprie radici. Campioni di questa ritrovata forza espressiva le appaiono Sergio Rubini e Edoardo Winspeare, al pari dei grandi documentaristi di un tempo, da Cecilia Mangini a Gianfranco Mingozzi e di teatranti prestati alle immagini come Annibale Ruccello e Ascanio Celestini. Curioso notare che essendo in prevalenza uomini gli artisti chiamati in causa dal saggio è fortemente intriso di cultura femminile l'assunto finale. Sicché in fondo il cinema del sud, anche sullo schermo, ha soprattutto un cuore di femmina. (ANSA).
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