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KURUMUNY EDIZIONI - DETTAGLIO RASSEGNA STAMPA: |
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| La Repubblica, 17-08-2006 |
| AA. VV Alan Lomax in Salento |
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QUEGLI SCATTI IN BIANCO E NERO NEL SALENTO DI MEZZO SECOLO FA di Antonella Gaeta
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| C’è bellezza (utile, tangibile, commovente) nelle foto di Alan Lomax, gigante eccentrico e imprevedibile. Quel geniale, stralunato “orson welles" che, in un’estate del 1954, salvo un pezzo fondamentale della Puglia sonora, altrimenti svanita con le voci e con i vecchi. Così come aveva fatto nella sua America con i cantori del Delta. Lo fece in tutt’Italia, anche dal Gargano al Salento. Fu una spedizione importante quella che mise accanto il folklorista nordamericano Lomax e l’etnomusicologo calabrese Diego Carpitella. Per mille ragioni e per una fondamentale che riguarda la nostra memoria, da vedere e rivedere per credere a noi stessi di una vita fa.
E possibile farlo sfogliando il volume Alan Lomax in Salento, libro fotografico pubblicato dalle edizioni Kurumuny e realizzato in collaborazione con l’Alan Lomax Collection e Istituto Diego Carpitella per i progetti speciali del festival Notte della Taranta. Sarà presentato sabato 19 agosto alle 20 nel museo civico Pietro Cavoti di Galatina dal sindaco Sandra Antonica, da Sergio Blasi, dall’antropologo Gianni Pizza e da Luigi Chiriatti, Goffredo Plastino e Sergio Torsello che firmano, con Luisa del Giudice e Anna Lomax, gli interventi contenuti nella pubblicazione. Ci sarà anche il maestro concertatore Ambrogio Sparagna che è stato allievo di Diego Carpitella. Gli scatti realizzati, settanta in tutto in bianco e nero (quasi tutti riprodotti nel libro) per centosettanta registrazioni sono la migliore testimonianza di una spedizione epocale, effettuata in Salento da Lomax e Carpitella dal 12 al 17 agosto nel 1954.
«La fotografia per Lomax e stata una reale vocazione e la macchina fotografica molto più che una tecnologia da usare insieme al registratore. Nelle sue fotografie italiane si nota anche un’attenzione costante al mondo del lavoro e alla povertà, quale risultato di condizioni di vita precarie e spesso insostenibili» scrivono Anna Lomax Wood e Goffredo Plastino. Diari fotografici che, a distanza di più di mezzo secolo, assumono definitivamente il loro valore di patrimonio culturale. Gli anziani dei paesi che furono attraversati dall’inedita coppia Lomax-Carpitella a bordo di un pulmino Wolkswagen bianco e verde sul quale trasportavano un raffinato e avanzato macchinario da registrazione grande quanto una scrivania hanno conservato memoria dei “professori americani”. «Ho cominciato a capire la gioia a la bellezza di quelle registrazioni grazie a mia madre, grande cantatrice di Martano. Ti prendono l’anima, ti introducono in un latro mondo sonoro” ricorda il registratore di storia orale, Luigi Chiriatti. Lomax fu a Martano, Cavallino, Lecce, Calimera, Galatone. Fotografò, impegnati nei loro canti di lavoro, le tabacchine, gli spaccapietre, le prefiche. «Immagini in bianco e nero: paesaggi chiese, strade bambini, volti di donne e uomini che sorridono e cantano intorno a un microfono» . Speciale testimonianza di uno speciale salvataggio, effettuato pioneristicamente prima che i canti popolari salentini andassero persi nella loro forma originaria.
Per capire l’importanza del lavoro di Lomax nel mondo Sergio Torsello dell’Istituto Carpitella, nel suo scritto, riferisce una frase di Brian Eno quando dice che senza di lui «forse non ci sarebbe stata l’esplosione del blues , e neppure i Beatles, i Rolling Stones e i Velvet Underground» . E, per sottolineare quella delle foto, aggiunge: «Non sono reperti di un’archeologia meridionalista o le icone venerabili di un nuovo culto della memoria nostalgico e regressivo. Diventano materiali per un’antropologia del presente, documenti per un nuovo “meridionalismo” che tende la mano al passato e si proietta con più forza verso il futuro. Frammenti di memorie, insomma, che reclamano ancora pensieri, azioni e scritture». Scatti di Salento che sarà possibile visionare nel museo di Galatina, dal 19 al 27 agosto, ogni giorno dalle 10 alle 13 e dalle 19 alle 22. |
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