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KURUMUNY EDIZIONI - DETTAGLIO RASSEGNA STAMPA: |
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| Quotidiano di Lecce, 28-01-2009 |
| Raffaele Polo |
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Che meraviglia, i giocattoli di un tempo
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Corredato da una nutrita raccolta di fogli che servono a costruire e ritagliare, istruzioni visive molto ben congegnate e organizzate dalla matita di Nico Guarini, il libro di Lugi Chiriatti Giocattoli di tradizione del Salento è prezioso per i più piccoli ma soprattutto per chi, avanti nell'età, può finalmente avere un riscontro con quelle che erano le realtà povere ma igegnose della sua infanzia. Il volume, edito da Kurumuny e Lupo, finisce per diventare più di un semplice libro: si trasforma in rassegna, catalogo, raccolta di memorie, art-book, e testo folcloristico, in una ben dosata ricerca di quelle che da sempre, sono stati i semplici strumenti del gioco più genuino. Luigi Chiriatti, del resto, si chiede nella sua introduzione, dove si possa giocare oggi, e con quali strumenti. Giungendo subito a una innegabile conclusione: lo spazio per i giochi non esiste più. Eppure, proprio da questa bella pubblicazione si possono attingere idee e memorie solletìcanti e bizzarre: col rocchetto del cotone si può avere un carroarmato, con i noccioli di pesca un panierino, con le pale di fico d'India un carretto, col lavapanni e le noci... Ma, ecco la difficoltà, che rende unico questo libro: non esistono più i rocchetti per il cotone, i fichi d'India si comprano al supermercato già sbucciati e chi lava ancora i panni con quello strano oggetto di legno che sembra una tapparella? Probabilmente, conscio di questa difficoltà, Chiriatti ha scelto di presentare gli schemi per la realizzazione di giochi universali: l'omino acrobata, il cavallo con manico di scopa, Pulcinella, l'omino sullo scivolo e mazza e pizzarieddhu.
Con tanta nostalgia, si passeranno poi in rassegna i fischietti, le stacce, le palle di pezza e con la camera d'aria, le cerbottane, le fionde e le zucche vuote... Per accorgersi che questo librò sarà particolarmente gradito a chi ha passato i sessant'anni e sogna ancora di giocare a cazziddhe... Ma non dimentichiamo che i giocattoli di tradizione rispecchiano il grado di cultura, il gusto dell'epoca, l'originalità del costruttore. Si coglie subito in essi una grande umanità e una immortale continuità tra passato e presente. |
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