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KURUMUNY EDIZIONI - DETTAGLIO RASSEGNA STAMPA:

Supplemento culturale VIA PO del quotidiano della Cisl "Conquiste del Lavoro"., 07-03-2009
Rossella Rossini
I contadini di de Martino. un'idagine tnografica sulle disumane condizioni di vita dei braccianti lucani

Per celebrare il centenario della nascita di Ernesto de Martino (1908-1965), dall'archivio dell'illustre etnologo è stato estratto e per la prima volta pubblicato un dossier sul quale lo studioso appose di suo pugno l'intestazione "Lettere di contadini lucani alla C.d.L. 1950-1951".
Il dossier contiene sei fascicoletti: "Matera", "Stigliano", "Tursi", "Pisticci", "Grassano", "Montalbano" che raccolgono testi manoscritti di denuncia delle misere condizioni salariali e di vita dei braccianti nei primi anni del Dopoguerra. Scritti su fogli improvvisati o di risulta, autografi o dettati a scrivani e firmati con la croce, si tratta, più che di lettere, di veri e propri cahiers de doléances e di rivendicazioni, descrittivi della sofferenza materiale e dei soprusi padronali. La forma è quella degli attestati: "io qui sotto scritto", "dichiaro", "affermo", "protesto", "faccio presente che", talvolta ufficializzati da una intestazione a stampa della Camera del lavoro di Matera e facenti riferimento a una "inchiesta sulle condizioni di vita dei braccianti" o "dei salariati fissi" o "sulla miseria dei salariati fissi".
Era l'estate del 1951 e la C.d.L. di Matera aveva affidato a de Martino l'incarico di condurre un'inchiesta sulle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti delle masserie della zona. L'indagine nasceva all'interno della stagione del dopoguerra caratterizzata, nel Mezzogiorno, dalle proteste dei ceti contadini, dalle lotte per la terra e dalle occupazioni, dalle violenze dei proprietari terrieri e dalle repressioni poliziesche. Alle spalle c'erano il Congresso democratico del Mezzogiorno (1947), la conseguente costituzione del Fronte per il Mezzogiorno e l'avvio delle Assise regionali della Rinascita meridionale (1949), che produssero una mobilitazione quasi generale e raccolsero centinaia di quaderni di rivendicazioni. Dall'esperienza delle Assise nacque l'Inchiesta sulla miseria e sulle condizioni di lavoro delle popolazioni meridionali: la denuncia che ne derivò fu tanto imponente da indurre il Parlamento ad avviare la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla miseria in Italia, ancora in fieri nel 1951, che fornì agli italiani il quadro delle paurose condizioni di vita delle popolazioni del Mezzogiorno.
È alla prima che si può idealmente ricondurre l'inchiesta affidata a de Martino dalla C.d.L. di Matera, che rappresentò una sorta di esito operativo dell'Assise provinciale. Da Matera l'inchiesta è partita, il 17 giugno 1951. "Io qui sottoscritto Panetta Antonio di Michele protesto in merito al non poter vivere". "Io qui sotto scritto Sisto Vincenzo protesto per la mia prima volta il mio stato di vita". Le testimonianze non denunciano soltanto - cifre alla mano – le misere condizioni salariali e le disumane condizioni di orario. Denunciano l'insopportabilità della vita stessa, in alloggi di un solo vano, 4x4 dove vivono famiglie fino a 9 persone, senz'acqua, luce e gabinetto, male imbiancati, le finestre senza vetri, la porta che non chiude. "La calce per la casa e il petrolio per il lume lo compriamo noi", quando piove l'acqua entra dentro, si dorme in quattro in un letto o si fanno i turni. Le lettere si chiudono spesso con le rivendicazioni, che non risparmiano poche, ma concise parole di denuncia "politica" contro lo sfruttamento dei padroni. Si "esige" o si "rivendica" una vera riforma agraria che consenta l'autonomia, si quantificano gli ettari di terra o, in alternativa, il salario mensile necessari "per tirare la vita". Inchiesta militante, quella di de Martino, sulla quale sarebbe caduto il silenzio. Del resto, per lo stesso studioso si trattò di una stagione che si stava chiudendo, per orientarsi, già nel 1952, verso la ricerca sulla magia. Ma l'esperienza della etnografia militante non fu mai ripudiata: lo attestano questi documenti, conservati con cura dallo studioso e dalla sua compagna, Vittoria de Palma, che con ClaraGallini ne ha voluto la pubblicazione. Il volume, in distribuzione dal mese di gennaio 2009, comprende la riproduzione fotostatica delle lettere, con trascrizione a fronte e testi introduttivi di Clara Gallini ("Protesto in merito al non poter vivere") ed Eugenio Imbriani ("La lotta e la miseria").
Clara Gallini (a cura di), Archivio Ernesto De Martino Lettere di contadini lucani alla Camera del Lavoro1950-1951 , Kurumuny edizioni 2008, pp. 208, euro 18.00.
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