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KURUMUNY EDIZIONI - DETTAGLIO RASSEGNA STAMPA:

quiSalento, 01-09-2009
La Taranta - il primo documento filmato sul tarantismo
Morso e rimorso, fra storia e ricerca di Viviana Leo

«Sono un documentarista (cioè come dice la parola uno che documenta la realtà) e un regista (cioè uno che dirige, inventa e ricostruisce la realtà). Il problema per me è come conciliare nella mia opera di cineasta (cioè uno che adopera il cinema come mezzo di conoscenza ed espressione) questi due aspetti che convivono in me allo stesso livello, imprescindibili e pressanti, due facce della setssa persona e dello stesso lavoro». Si racconta così Gianfranco Mingozzi, quando descrive a chiare lettere il suo approccio al terreno etnografico, traducendo infatti le sue pelicole. La taranta, libro edito da kurumuny, mette in evidenza agli occhi del grande pubblico il primo, ma non solo, documento filmato sul fenomeno del tarantismo, registrato nel 1961 sull’onda della più importante ricerca sul campo condotta nel Salento dall’etnologo Ernesto de Martino e dalla sua equipe.
Il volume a cui è allegato il dvd dell’omonimo cortomatraggio in b/n (dotato di sonoro originale anche se non registrato in sincrono e realizzato con il supporto dell’etnomusicologo Diego Carpitella, dell’opertaore tecnico Ugo Piccone oltre che della consulenza scientifica di E. de Martino), è un interessante approfondimento che racconta e descrive a più voci il lavoro condotto in campo antropologico da Mingozzi. Dalla prefazione di Giovanni Russo, giornalista ed ex inviato per il centro-sud del «Corriere della Sera», ad un articolo apparso su «L’Espresso» nel 1960 scritto da Ernesto de Martino, al diario di lavoro dello steso regista, al commento integrale del poeta Salvatore Quasimodo (letto nel docufilm dalla voce dell’attore Gastone Moschin), al compendio critico che illustra come la stampa, specializzata e non, abbia accolto il lavoro del cineasta, esponendo il dibattito sincronico che animava giornalisti e studiosi dell’epoca, ad una serie di immagini che descrivono frammenti di storia antropologica salentina.
Il libro, che si indirizza a un bacino eterogeneo di lettori, è una buona fonte a cui attingere per guardare attraverso la lente della storia un fenomeo oggi “svenduto per un piatto di lenticche”: il “pizzicofilo” troverà una taranta decisamente diversa da quella che ha conosciuto sotto al palco della riproposta, il curioso che si chiedeva “se queste cose succedono veramente” avrà una risposta lunga venti minuti, mentre lo studioso che con buona probabilità già conosce il video, potrà approfondire ulteriormente attraverso preziose informazioni e citazioni raccolte nella pubblicazione.
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