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KURUMUNY EDIZIONI - DETTAGLIO RASSEGNA STAMPA:

Quotidiano di Lecce, 19-08-2006
AA. VV Alan Lomax in Salento
Salento 1954. Alan Lomax un libro e una mostra

Risalgono a poco più di cinquant’anni fa – per la precisione, 52, tondi, tondi - quelle facce tipicamente “salentine” che si mostrano ora in un libro dedicato ad Alan Lomax (pubblicato da Kurumuny e nato tra le iniziative speciali della Notte della Taranta) e, da oggi al 27 agosto, a presso il museo di Galatina, in un’esposizione che si potrà visitare ogni giorno dalle 10alle 13 e dalle 19 alle 22. Facce contadine, quelle fotografate da Lomax nel ’54 , in una storica spedizione scientifica che lo vide al lavoro al fianco di Diego Carpitella. Facce che, anche solo in immagine, trasmettono il coraggio e la forza di un Sud povero e orgoglioso, capace di ricorrere anche all’elemento magico per crearsi e giustificare una logica dell’esistenza. Facce da Taranta (anche), vere, autentiche, visi colti in atteggiamento di canto a riprova che la musica e la voce erano per tanti salentini di mezzo secolo fa strumenti che a pieno titolo entravano in una quotidianità fatta di lavoro e fatica, sacrificio e timore di Dio, pane e sudore. Sembra passato un tempo lunghissimo da allora, e invece quelle e e quelle espressioni si trovano in gra copia nel nostro Salento affollato dai turisti e di musica, un Salento in cui proprio la Taranta si è reincarnata in un fenomeno massmediatico che, comunque si vedano le cose, si fa portavoce del passato e della storia. Questo stesso libro ne è un esempio: sarà presentato oggi presso il Palazzo della Cultura di Galatina, Alan Lomax in Salento, volume nato in collaborazione con l’Alan Lomax Collection e con l’Istituto “Carpitella” e a parlarne saranno il sindaco Sandra Antonica, Sergio Blasi, L’antropologo Gianni Pizza, Luigi Chiriatti, Sergio Torsello. Le immagini realizzate da Lomax avevano uno scopo preciso e accompagnavano le 170 registrazioni che vennero fatte con un macchinario per quei tempi avanzatissimo. Non erano le foto, insomma, il fine degli studiosi. Come spiegano nel libro Anna Lomax Wood e Goffredo Plastino, «… Lomax non era conosciuto come fotografo ma come etnomusicologo, scrittore e documentarista. Ciò si deve al fatto che egli ha sempre usato alcune delle sue fotografie per illustrare didascalicamente le sue registrazioni, riproducendo le sue immagini per lo più come corredo iconografico delle note ai brani pubblicati sui dischi, oppure sulle loro copertine». Ciò non toglie, tuttavia, che i frutti di quella ricerca si rivelino, a distanza di mezzo secolo, davvero preziosi, perché anche le fotografie, come i “nastri”, conservano un pezzo di realtà che solo i più anziani possono ricordare. Le foto, in particolare, mettono in evidenza, al di là delle caratteristiche somatiche cui si alludeva prima, la semplicità e perfino un certo rigore che caratterizzava il Salento contadino. Le immagini non documentano solo il canto, ma il modo di vestire, i mestieri (bellissime le donne ritratte con le foglie di tabacco, economia fondamentale per il Salento di mezzo secolo fa),gli attrezzi tipici che popolavano la quotidianità dei nostri nonni. Ecco i “traini” che, tirati da muli e cavalli, con caratteristici effetti sonori percorrevano in lungo e in largo le strade dei paesi salentini, ecco le strade bianche di polvere e ancora deserte di automobili, ecco gli abiti lunghi e i fazzoletti neri che abbigliavano le anziane, portatrici di lutti familiari che spesso si aggiungevano gli uni agli altri senza soluzione di continuità. E poi muretti a secco, pareti sberciate, comitive di donne a cui la vita dura dei campi e della casa non toglieva la voglia, purissima e naturale, di cantare. Da ricordare che Alan Lomax, scomparso nel 2002, è stato un notissimo etnomusicologo, figlio del folklorista John A.Lomax. Tra i temi e i personaggi dei suoi studi e delle sue ricerche ci sono stati anche musicisti come Woody Guthrie e Josh White. Autore di numerosi libri sul jazz e sul blues, ha firmato reportages scientifici di grande importanza relativi alla Spagna, alla Scozia all’Irlanda, all’Inghilterra e naturalmente all’Italia.
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