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KURUMUNY EDIZIONI - DETTAGLIO RASSEGNA STAMPA:

Qui Salento, 01-09-2006
Giancarlo Greco
Il canto del riscatto in bianco e nero

Nel 1954, Alan Lomax e Diego Carpitella sono nel Salento per una ricerca sulla tradizione musicale che segnerà la nascita dell’etnomusicologia italiana. Durante questo breve ma intenso viaggio, i due studiosi effettuano circa 170 registrazioni di canti popolari che costituiscono oggi un patrimonio inestimabile di conoscenza. Ma Lomax va più in là: oltre a raccogliere queste testimonianze, vuole ricostruire il contesto sociale da cui nasce la musica popolare salentina e lo fa attraverso una serie di scatti, naturalmente in bianco e nero, che ritraggono musicisti, braccianti e contadini ma anche paesaggi. Queste straordinarie immagini, scattate quasi tutte a Martano, grazie all’intuito e alla tenacia del ricercatore salentino Luigi Chiriatti, escono dall’archivio della Fondazione Lomax (che ha sede negli Usa) per essere pubblicate per la prima volta in uno splendido volume, Alan Lomax in Salento, edito da Kurumuny con il contributo dell’Alan Lomax Collection e dell’Istituto Diego Carpitella. A sorprendere anche il lettore più sensibile e attento è il talento fotografico dello studioso americano, che all’Italia e alla musica popolare del Sud ha dedicato gran parte delle sue ricerche sul campo. Attento ai dettagli, al lavoro, ai volti, agli sguardi, Lomax mostra uno straordinario paesaggio umano nel quale si riconosce un Salento marginale, condannato all’emigrazione, ma carico di vitalità e voglia di riscatto. A rendere ancora più interessante il lavoro editoriale (che in agosto è stato presentato al Palazzo della Cultura di Galatina con una mostra fotografica che dovrebbe avere maggiore circolazione almeno nel Salento) è stato Luigi Chiriatti trasformando il volume in un piccolo capolavoro di ricerca. Tutti gli appunti che Lomax annotava minuziosamente su suoi notes, infatti gli furono rubati e le fotografie, anche quelle salentine, erano rimaste “anonime”. È stato Luigi Chiriatti a scoperchiare lo scrigno della memoria andando a Martano, foto alla mano, per ritrovare le tracce di Lomax ripartendo dai volti. Così ha incontrato Italia, che per Carpitella e Lomax aveva cantato, e uno dopo l’altro sono riemersi i nomi delle donne e degli uomini fotografati da Lomax. E con i nomi le storie di una comunità che non ha dimenticato le sue radici. Il libro, insieme con la mostra, restituisce al Salento una pagina della sua storia. La musica, almeno in questo libro, è la protagonista silenziosa, discreta, invisibile di un mondo contadino “fermato” nei suoi gesti quotidiani capaci di esprimere meglio di ogni altra parola il senso del canto. Particolarmente suggestive poi, sono le immagini dei cori, come scrive Sergio Torsello in uno dei contributi che aprono il libro (gli altri sono firmati da Luigi Chiriatti, Anna lomax Wood, Goffredo Plastino e Luisa Del Giudice), “Lomax sembra essere innanzitutto interessato a fissare le poetiche del corpo dei cantori”, mettendo in evidenza “lo stretto legame tra universo sonoro e sfondo sociale”.
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